Le Spose Regine e gli Strascichi regali

Lo strascico è emblema di potere, di aristocrazia e status sociale e richiede un elevato savoir faire  per essere portato con maestria e grazia. Lo strascico è quel particolare a coda dell’ abiti da sposa adatto per un ingresso in chiesa maestoso, regale, ufficiale!

Il portamento e l’andatura della sposa dovranno esprimere fierezza, rilassatezza e autorevolezza allo stesso tempo.

url-35Ci sono diverse forme considerate classiche per gli strascichi:

– lo strascico a cattedrale rettangolare, ha una lunghezza non inferiore ai 3 metri. E’ perfetto per accompagnare una sposa insigne nel cammino verso l’altare. E’ quello scelto generalmente da personaggi di sangue reale, principesse, regine, o della nobiltà e può raggiungere anche i 10 metri di lunghezza a sottolineare l’importanza e l’influenza del personaggio che lo porta. Scelto ultimamente anche da numerose super-star dello spettacolo e VIP in genere.

– lo strascico a pannello arrotondato o triangolare, più moderno, sdrammatizza un pò il significato principesco. (vedi sopra il raffinatissimo modello Pronovias). La lunghezza potrà variare in base alle proporzioni della sposa, generalmente supera abbondantemente il metro e può essere integrale, quando è cucito come parte dell’abito stesso, oppure essere applicato e rimovibile. Quest’ultimo può essere smesso in  una fase successiva della cerimonia nuziale ed è scelto, generalmente, da chi poi prevede un cambio di vestito per la fasi successive e un party movimentato!

– infine, molto di tendenza è il modello di strascico a mantella o cappa, che crea una coda un pò più contenuta con  un bellissimo effetto di ondeggiamento e svolazzamento del tessuto.

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Quando si sceglie di indossare uno strascico andranno fatte preventivamente alcune importanti considerazioni. Bisognerà saper ben  valutare bene la logistica dell’evento.

Sarà opportuno studiare l’atto coreografico con cui si svolgerà il tutto, tenendo conto, ad esempio, delle dimensioni dell’auto o del mezzo che accompagneranno la sposa sul luogo della cerimonia, automobili, carrozze, carretti, etc.. Occorrerà considerare bene spazi quali: l’ingresso della navata, l’entrata/uscita principale della chiesa o del luogo scelti per il rito, il tipo di pavimentazioni, i cortili, etc. Andrà tutto valutato precedentemente nel dettaglio, con molta accortezza.

Spesso occorre chiedere l’ausilio di eventuali damigelle a sostenere lo strascico, onde evitare cadute e inciampi o imbrattamenti su piazze e pavimenti. A Kate Middleton è bastata la sorella Pippa in questa vece, per aiutarla a sorreggere il lungo delicato e prezioso tessuto durante la maestosa deambulazione, ma c’è chi recluta schiere di damigelle ed aiutanti.

Vediamo ora una rassegna degli strascichi reali più famosi, per cogliere qualche ispirazione.

Lady Diana e il Principe Carlo. Nel 1981 la rimpianta Principessa Lady Diana sposò il Principe Carlo d’Inghilterra nell’abito in seta color ecrù con  maniche a sbuffo. Tra un tripudio di pizzi antichi e perle, i 7,62 metri di strascico e velo accompagnarono l’altolocata donna da una carrozza principesca all’altare.

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Letizia Ortiz, Regina di Spagna e il Re Filippo VI di Spagna. Sembrò davvero di essere in una favolaal matrimonio regale svoltosi presso la Cattedrale dell’Almudena a Madrid il giorno 22 maggio 2004. La Regina più incantevole di tutti i tempi, Letizia Ortiz, Regina di Spagna venne data in sposa al Re Filippo VI di Spagna. La Regina sfoggiò  un abito bianco finemente ricamato, con maniche lunghe svasate e aperte sui polsi e un raffinatissimo collo impreziosito da decorazioni floreali ad incorniciarle il viso luminoso e splendente. Il décolleté a “V” con rever alzati, ricordavano la versione angelica, buona e candida della strega cattiva di Biancaneve. Non ci fu bisogno di domandare chi fosse “la più bella del reame”.

L’abito, firmato Manuel Pertegaz, presentava un celeberrimo velo in pizzo finemente ricamato, a scendere dalla coroncina, impreziosendo ulteriormente la scena del maestoso strascico a coda, arrotondato e decorato, che superava i 4 metri. A completare quest’opera impeccabile ci furono le damigelle di corte e gli infanti, in giallo e bianco.

Magnifico, supremo!

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22 May 2004, Spain --- Spanish Crown Prince Felipe's fiancee Letizia Ortiz is accompanied by her father Jesus Ortiz as they arrive at the Almudena Cathedral in Madrid. Felipe and former TV-anchor Letizia Ortiz will be wed in the first royal marriage in Spain of a crown prince or a king in nearly a century. | Location: Madrid, Spain.  --- Image by © Marcelo Del Pozo/Reuters/Corbis

Duchessa di Cambridge Kate Middleton e il Principe William. Scelse un abito disegnato appositamente per lei da Sarah Burton, direttrice creativa dell’atelier Alexander McQueen, la Duchessa di Cambridge Kate Middleton per la sua cerimonia nuziale con il Principe William il  29 Aprile 2011. Interamente ricamato a mano, l’abito presentava uno strascico 2,70 cm. Un abito letteralmente favoloso e di un’eleganza prestigiosa e contenuta allo stesso tempo. Una versione contemporanea che ricorda lo stile di uno degli abiti da sposa più belli della storia della moda: l’abito di Grace Kelly disegnato dalle sorelle Fontana.
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url-25url-27Senza nulla voler togliere a queste celeberrime creazioni regali, il nostro preferito, in termini di regalità e sfarzo, rimane tuttavia quello indimenticabile della Regina di Spagna! (ndr)

 

“Sarò la tua Geisha”: il matrimonio Jappo

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Il matrimonio ispirato allo stile e alla cultura giapponese crea grande attrattiva nella donna occidentale odierna, un po’ per il cerimoniale perfetto e curato, un po’ per lo stile o semplicemente perchè si ama il Giappone. Forse si amano: il minimalismo, il sushi, il gusto, l’esteticagli usi e i costumi, le movenze delle danze nipponiche.

La donna che sceglie un tema del genere potrebbe voler sottintendere al suo sposo: “Sarò la tua Geisha.” Il che non significa “donna sottomessa al maschio prepotente”, bensì significa essere una donna talentuosa e virtuosa, raffinata, praticamente un’opera d’arte vivente che sa allietare il suo amato, sa essere affascinante ed erotica in maniera discreta e sottile e saprà come intrattenere gli ospiti al grande banchetto ozashiki della sua celebrazione nuziale.

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La Geisha è un essere educato per dilettare il maschio tramite le arti. E’ educata per conseguire attitudini raffinate e artistiche quali la danza, il canto, la musica e per manifestare la sua sensualità con le tecniche seduttive più sottili e meno esplicite, mai volgari, nell’intento di lusingarlo e incoraggiarlo. Specializzata nell’intrattenimento, seduce l’uomo conoscendo le maniere più sofisticate, erotiche e cerebrali allo stesso tempo. Essere iniziate a questo mondo segreto e fragile non è semplice per le maiko, le aspiranti Geishe. Esse devono studiare e praticare.

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Si conviene che la Geisha non incarni propriamente la figura della moglie, bensì della donna desiderata. Forse anche per questo ci sentiamo in qualche modo affascinate dalle sue attrattive che rasentano la perfezione e l’ideale. La sua virtuosità e i numerosi talenti ispirano la nostra immaginazione soprattutto nel campo sentimentale e amoroso.

Bella, brava, virtuosa e intelligente: un tempo le Geishe ricevevano e intrattenevano con le loro performance uomini abbienti e di alto rango, quindi essere non solo belle e brave ma anche informate e aggiornate sui più importanti fatti dell’economia, della politica, della storia costituiva requisito fondamentale. Il loro livello culturale doveva quindi essere elevato o all’altezza della situazione per poter sostenere un confronto d’idee e di opinioni con uomini d’affari e di mondo e talvolta per dare loro consiglio.

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I loro vestiti rispecchiavano questa ricchezza interiore ed erano molto prestigiosi nei loro tessuti di seta ricamati e stampati. Le loro acconciature erano curatissime, i loro visi bianchi e il trucco perfetto.

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Per saperne di più, ecco un estratto dalla sceneggiatura del film “Memorie di una Geisha”, regia di Rob Marshall, tratto dall’omonimo appassionante romanzo di Arthur Golden. Segue il dialogo di Chiyo Sakamoto, la maiko(Geisha apprendista) protagonista e Mameha sua iniziatrice alle arti della seduzione.

Mameha: “Dobbiamo trasformarti! Ciò per cui occorrono anni, devi impararlo in mesi.

(insegna Mameha) “Poniamo che io stia intrattenendo il barone… come moltissimi clienti è intrappolato in un matrimonio combinato, perciò nella casa da tè, quando ricerca la mia compagnia, lo ricompenso così : con un barlume del mio polso! Osservare questa schiva traccia di pelle nuda( vedi?)… gli procura piacere.

Quando stai per sederti, per un brevissimo momento, premi la gamba contro la sua… Sempre per caso! …. naturalmente…..”

Chiyo (sghignazza):hi hi hi….

(poi domanda)Mameha?! Una Geisha quando sceglie il suo danna?

Mameha:Ho paura che sia il contrario! ……Concentrati sugli studi, Chiyo. La musica, l’arte della conversazione, sono il modo più sicuro per attirare un danna….. In piedi! Non sdraiata! …..

Ricorda Mameha: “Noi Geishe non siamo cortigiane e non siamo mogli. Vendiamo la nostra abilità, non il nostro corpo. Creiamo un altro mondo… segreto! Un luogo solo di bellezza.

La parola Geisha significa artista. Ed essere Geisha significa essere valutata come un’opera d’arte in movimento. Non puoi considerarti una vera Geisha finchè non riuscirai a fermare un uomo per la strada con un solo sguardo!”

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Immaginiamoci una sposa ispirata alla Gheisha, sarà l’artista del suo matrimonio? Può darsi! Suonerà uno strumento a corda? Canterà? Ballerà? Improvviserà una cerimonia del tè assolutamente perfetta? Probabilmente no, ma impersonerà una donna artistica e raffinata.

L’alta moda propone vesti e look ispirati a questo sofisticato stile in una versione occidentale semplificando con dettagli che richiamino i tradizionali abiti bianchi nuziali nipponici, gli shiromoku, o gli abiti kimono tipici nelle sete più variopinte e ricche. L’importante è che la citazione non risulti troppo “carnevalesca” ed ostentata.

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Importante è capire il limite tra riproduzione e interpretazione, senza esagerare. Ogni dettaglio andrà ponderato e dosato con stile.
east-meets-westAlcuni modelli sono il connubio perfetto dell’incontro tra tradizione occidentale e jappo. A volte basta un dettaglio a fare la differenza e anche in questo sta la ricercatezza.
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La forma, l’accessorio, l’acconciatura, il trucco, saranno espressione e reminiscenza di un’estetica sofisticata e ammaliante.

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La sposa in Nero

Niente a che fare con la vedova sensuale e vendicativa del film di François Truffaut, qua si parla di un colore che nell’ambito della moda e del lusso è considerato di massima eleganza: il nero.

Si pensi al nero del tubino Givenchy di Audrey Hepburn o degli abiti da sera e da giorno in nero di Coco Chanel, che sono stati capaci di influenzare la moda del secolo ribaltando il significato talvolta anche nefasto del colore non colore legato all’oscurità.

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Il nero è il colore dell’eleganza e della sobrietà, di mistero e profondità. Se al giorno d’oggi non è più inusuale vedere spose in abito nero, è anche vero che scegliere il nero per la propria cerimonia risulta tuttora una scelta importante.

Il nero è un colore che dona, snellisce e che elargisce a chi lo indossa quel particolare carisma. Sa rendere più profondo uno sguardo e più interessante un viso ed è in grado di provocare erotismo e sensualità. E’ il colore della seduzione per eccellenza.

Queste sono in linea di massima le prerogative e i benefici di un colore non-colore di tanta rilevanza, che è simbolo antico di autorità e di potere, talvolta legato al sado-maso e al fetish, aspetti da non sottovalutare nel momento in cui ci si trovi di fronte ad una scelta del genere.

Di seguito riportiamo le proposte degli stilisti più celebri e innovativi nell’ambito degli abiti da sposa, quali Vera Wang, che il nero lo propongono già da qualche anno con una certa assiduità in quasi tutte le loro collezioni, a conferma di un gradimento generale e del nuovo significato che il nero è venuto acquisendo nell’ambito della cerimonia nuziale anche più tradizionalista.

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Questo elegantissimo abito nuziale a manica lunga, con strascico in raso drappeggiato, firmato Yolan Cris, Collezione 2014, è un intricato gioco see-through fatto d’inserti in pizzo sul davanti e richiama la lingerie e l’abito da sera.

url-5Segue il modello della stessa collezione, in un mix d’ispirazioni e suggestioni. Visione un pò gotica, quasi dark e di fine ‘800, primi ‘900, con una moderna rivisitazione della manica a farfalla, con alti polsini in pizzo. La ciliegina sulla torta è quel particolare taglio sotto il seno, da non sottovalutare! Il seno è in risalto e sembra nudo, quasi l’idea fosse presa a prestito dai scandalosi scolli completamente aperti a far uscire le mammelle, prerogativa di costume esclusiva solo delle più belle donne Egee. Il taglio osè è bilanciato dal particolare e pudico collo chiuso ornato dal fiocco. Nell’insieme, la forma di questo abito tra il casto e il peccaminoso, si sviluppa ampia dal bacino ed è sdrammatizzata dall’alternarsi di trasparenze e coperture.url-6

La sposa nera di Pronovias è assolutamente meravigliosa, sexy, femminile e mai volgare, è piuttosto raffinata ed elegantissima. Azzeccatissima la forma a sirena con delicate spalline in pizzo e “scollo a v”, morbido e impalpabile il tessuto contribuisce ad addolcire il capo e a terminare una silhouette costruita per fasciare il corpo con leggerezza e fitting perfetto. Azzeccato anche il ricamo floreale piazzato in verticale con effetto modellante che slancia e snellisce ulteriormente la figura.url-1Convincente anche la versione damascata con la scelta di una linea e di un tessuto che già parlano da sè.
url-4Infine, sempre targata Pronovias la linea da femme fatale, gran diva anni ’40, con inserti in pizzo negli spacchi vasati del fondo dell’abito. Un abito che sarà scenografico sia in posa che in movimento.
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Chi sceglie la raffinatezza di Aimeè Montenapoleone sceglie uno stile ottocentesco, negli abiti bustier con ampie gonne, ravvivato da inserti a contrasto in prezioso pizzo bianco. Ecco la sposa che gioca alla “gran dama di corte”, che predilige il matrimonio romantico e sfarzoso, come in una Carnevale di Venezia a stanze chiuse, tra nobiltà e lusso.
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L’eternità in un “sì”: la Sposa in Azzurro

Ammaliati dalla eterea e solenne figura della top model italiana Bianca Balti, scelta come testimonial per gli scatti dello splendido abito in pizzo azzurro targato Alessandro Angelozzi Couture 2015, siamo a proporre una serie di abiti nuziali da favola. Tinte portanti del tema saranno le diverse gradazioni d’azzurro, sino a tocchi di blu, scelte sempre più di frequente dalle giovani spose come favorite per la propria cerimonia nuziale.

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Azzurro come un mare limpido e calmo, o freddo e pungente come il ghiaccio di un iceberg, celeste come un cielo baciato dal sole, turchese come una pietra preziosa, trasparente e sfumato come le acque cristalline e frizzanti di una cascata, indaco come gli occhi dell’amato nella penombra… Sono tutti toni e varianti della nuance per eccellenza del nostro pianeta blu, che sa ispirare sentimenti di serenità e purezza, adatti al contegno elegante e formale di una cerimonia di grande importanza. Quale migliore connubio per celebrare un avvenimento intimo e pubblico al tempo stesso, un matrimonio speciale e perfetto?

I toni dal blu all’azzurro, si adattano a diversi tipi di donna, a carnagioni sia scure che chiare, a tinte di capelli bionde, more o rosse, donando luminosità, ordine e raffinatezza. Ci sarà solo l’imbarazzo della scelta verso il proprio ideale, tra le numerose proposte ed interpretazioni degli stilisti dei migliori atelier d’abiti nuziali. L’importante sta nel prendere una decisione su di un colore che sarà di sicuro successo per voi.

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L’abito realizzato dalla rinomata Casa di Moda Italiana di Bellantuono è realizzato con tessuti in seta in un gioco di strati che ricordano i petali della corolla di uno splendido fiore raro. Il meraviglioso top con spalline sottili è impreziosito da un movimento ascendente di ruches delicate e svolazzanti, contenuto da un finissimo pizzo in macramè argento lurex. La parte inferiore si articola in continuità col corpino elaborato con un taglio vita alto, imperiale, aprendosi nei godet in organza satinata che si compongono di tre lunghe balze sovrapposte, in un colore azzurro orientale, appoggiandosi delicatamente per creare un effetto sfumato al sottogonna nel blu imperiale.

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Incantevoli, freschi e originali, sono i modelli proposti dall’atelier di Elisabetta Putignano.  In particolare, la parte superiore è drappeggiata con eleganti pieghe trasversali a partire dal bustino lineare ottenendo l’effetto di un bellissimo gradiente che abbraccia e valorizza la perfetta silhouette della sposa irradiandola nella sua carnagione. Prosegue il gioco di trasparenza sul delicato strascico, scoprendo sul davanti il particolare ricamo fiorito con outline in blu sulla base bianca più sostenuta e svasata.

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Citazioni d’azzurro fondamentali per gli abiti firmati Oscar De La Renta. Romantici e puliti, sono candidi nel bianco pizzo, con scollo a cuore impreziosito dal finissimo merletto. Puntano a un effetto bicolor. La scelta del color celeste acquamarina per l’importante sopra-gonna, composto da sontuose balze in tulle che andranno a celebrare ogni parte dell’abito con effetto scenografico assicurato.

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Accede all’altare una sposa plateale, quasi ottocentesca, che lascerà sicuramente tutti gli invitati, sposo compreso, senza fiato! Ecco un modello decisamente unico e prezioso come quello di Aimèe Montenapoleone. In un fresco, a tocchi glaciale, azzurro adornato dal dipinto floreale che abbellisce tutta la parte superiore dell’abito, a partire dal corpino a cuore, avvitato e sottile, svolgendosi in un vivace e impalpabile panneggio. Un abito che sembra ancora fresco di pittura, appena uscito dal laboratorio di un artista, in una linea stile ‘800, amatissima dalle donne sin dai tempi dell’infanzia, quando si raccontava loro di un principe azzurro e di principesse innamorate. Donne oggi divenute disilluse e di carattere, con quel guizzo bohémien che le rende così uniche e speciali.url-13

La sposa ispirata agli Anni Ruggenti: Abiti Anni ’20

Abiti scivolati negli sdrucciolevoli satin che accarezzano il corpo, appoggiandosi sui fianchi sinuosi e femminini, abiti d’ispirazione flapper, frange e ricami di perline trasparenti, velate plissettature, schiene nude e sensuali accese da gioielli, velette e fiori applicati sul capo, ori e argenti, incroci e drappeggi di chiffon, geometrie e leggerezza, make-up smockey e rossetti rosa, labbra rosso carminio e sguardi accigliati.

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Grande furore sta facendo lo stile ammaliante degli Anni Ruggenti tra le proposte più richieste e ricercate di abiti da sposa. Le donne impegnate nei preparativi per il fatidico giorno del sì, quasi cogliendo ispirazione dalla quarta e recentissima versione del film cult degli Anni Ruggenti, “Il Grande Gatsby”, interpretato da un affascinante Leonardo di Caprio, cercano quel suggestivo e delicato fascino da abito da notte, intimo e provocante, ma sobrio e discreto, mai sopra le righe.

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Anche le spalle e gli scolli si arricchiscono di particolari applicati, spesso a strati leggeri e svolazzanti: una veletta di foglie, un ricamo a farfalla contornato di perline, una spallina decorata con perline appena accennata.

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I modelli più ricercati sono quelli lineari e lisci sul davanti, con il drappeggio scivolato sul retro che si appoggia nel profondo scollo sul bacino, seguendo la languida linea femminina a s, che giunge gentilmente al gluteo, proseguendo in uno strascico accennato, leggermente svasato, oppure il modello drappeggiato a incrocio sul busto, con vita scesa, appoggiata asimmetricamente su un fianco e fermata da un ricamo gioiello, a cadere in strati di chiffon e veli, in quella linea sobria e distesa. Perfetti per la sposa che nel momento del “sì” volgerà soprattutto la parte posteriore del suo meraviglioso abito, mostrando spettacolo del suo scollo, spesso fermato da una cinta o da un gioiello, o ricamato in toto sugli orli, donando uno scorcio elegante e raffinato della sua femminilità. Il pubblico d’invitati si concentrerà sullo scenografico effetto di tanta eleganza.

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Di grande ispirazione la Collezione, della designer australiana Johanna Johnson, antesignana di questa forte tendenza che trova correntemente conferma nelle scelte delle contemporanee spose degli anni ‘10 e forse si arriverà ai ’20 del 2000, esattamente un secolo dopo. Si vedano anche le proposte in tema degli stilisti BluMarine, Elisabetta Potigliano, le sorprendenti contestualizzazioni dello stile Twenties di David Fielden e Jesùs Peirò.